03/07/2011 – “BIENNALE DIFFUSA FRIULI VENEZIA GIULIA”

PADIGLIONE ITALIA, 54°Biennale d’arte di Venezia
BIENNALE DIFFUSA
FRIULI VENEZIA GIULIA, 03.07 – 27-11.2011

 La tormentata vicenda della Biennale Diffusa – geniale intuizione di Vittorio Sgarbi nell’ambito del Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia – approda anche in Friuli Venezia Giulia, nel poderoso magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste.

Sorvolando sui contrastanti aspetti della sua realizzazione, sul saliscendi continuo tra positività e negatività nella troppo breve gestazione, fermiamoci un attimo sull’eccezionalità del contenitore. Un magazzino immenso, secondo hangar europeo quanto a grandezza, nobilmente ristrutturato da Paolo Portoghesi già da anni, ma rimasto sempre inutlizzato secondo consuete pratiche italiche, si apre alla creatività e alla vita in un contesto del tutto insolito, il Porto Vecchio di Trieste, una cittadella immobile da decenni, sconosciuta alla città, testimone di grandezze e splendori imparagonabili con l’attualità. Uno spazio, lo diciamo con forza, che deve rimanere all’arte, non svanire dopo questo squarcio di vitalità, guardando al futuro e alla vocazione internazionale di questa città.

Il Il GRUPPO78 partecipa a questo evento con una presenza massiccia di 19 artisti
All’interno della molteplice attività del Il GRUPPO78, lavora un gruppo che si rinnova e si modifica nel tempo. L’associazione Il GRUPPO78 è caratterizzata infatti da un costante movimento, conseguente allo spirito dell’associazione stessa, che è in progress, si snoda cioè in un continuo divenire che corrisponde all’aggiornamento nella ricerca espressiva nel mondo. Un’altra caratteristica fondante del Il GRUPPO78 è l’aspetto pragmatico, la volontà di raggiungere risultati concreti, vale a dire realizzazioni di eventi d’arte contemporanea in una città che, per il suo dna storico, predilige affermazioni commerciali piuttosto che artistiche, dimostrando una certa difficoltà ad accostarsi alle forme contemporanee della creatività, frutto delle ripetute rivoluzioni linguistiche, e non solo, avvenute nel secolo scorso.

E’ da ricordare che dal 2009 esiste anche una sezione “giovani” del Il GRUPPO78 costituita per lo più da studenti universitari e giovani laureati che però praticano l’arte.

Il gruppo attuale, che si presenta a questa “Biennale diffusa” ha un’anima certo composita che oscilla dalla pittura alla video-art, dalla fotografia, all’installazione, dalla fiber-art all’espressività performativa, all’arte ambientale, secondo i canoni pluralistici propri dell’attuale ricerca artistica Soprattutto secondo un canone di libertà sconfinata che sormonta i distinguo linguistici, avvalendosi di volta in volta di quegli strumenti che appaiono più idonei ad esprimere un’idea. Il concettualismo in senso lato, i significati “altri” oltre il visibile, una pregnanza socio-politica, attraversano spesso queste espressioni che nascono dalla contingenza, dall’osservazione di una realtà spesso negativa, ingiusta e contradditoria, ma anche dall’introspezione e dal sogno.

La pittura si dispiega con i “disvelamenti” di Femi Vilardo, i rarefatti e surreali “paesaggi” marini di Elisabetta Bacci, i dipinti “emergenti” (nel senso che, come rilievi, si elevano da una tela non liscia, ma stropicciata) di Daniela Cecatti, con le dimensioni gigantesche di Paolo Ferluga che in questo caso riflette su ciò che rimane del millennio precedente e di quello appena iniziato qua in Italia, con la “Mecca.Cola”, una versione araba della bevanda americana, di Erika Stocker Micheli, un’immagine insolita di ascendenza pop; con la forza dirompente della complessità cromatica di Daniel Romero. Ma la pittura è pure protagonista dei curiosi lavori di Barbara Stefani, che usa come supporti varie scatole per esercitarsi in citazioni d’arte storica praticando delle inquietanti sottrazioni. La pittura mista a collage, con esiti di grande raffinatezza, la ritroviamo in Franco Vecchiet Ci sono poi i lavori video-installativi, o video-performativi di Guillermo Giampietro, che con essi sviluppa elaborati postulati concettuali, i video integrati da foto di Fabiola Faidiga, che indaga sulla città e i misteri che ci portiamo dentro, o il video tout court di Elisa Zurlo che racconta di corpi che si gonfiano in un respiro universale. Le immagini di sintesi in movimento le usa anche Paola Pisani nella sua complessa installazione autoreferenziale; ed esaltano pure lo stupefacente abito rosso di Lucia Flego, realizzato con migliaia di striscioline di plastica luminescenti in una versione molto personalizzata di fiber-art. Anche Giuliana Balbi pratica questo territorio, pure lei in una forma del tutto originale, usando invece striscioline fotografiche intrecciate con fili di nylon, per creare qui un’installazione di fluttuanti abiti d’acqua. Cristina Treppo con “situazione transitoria” produce uno status ambientale vagamente malinconico abitato da elementi “para-arredamentali” delicatamente colorati. Cristina Lombardo occupa invece lo spazio con delle sfere sovrapposte, in una severa concezione plastica. Pierpaolo Ciana, di solito sperimentatore nel campo pittorico, qui appare con una rigorosa foto minimale, mentre Lucio Perini ci stupisce con gigantesco ritratto fotografico in b/n che ironicamente sublima una smorfia provocatoria. Ed infine Elisa Vladilo dimostra, con una gigantografia conseguente ad un evento di Public Art, che i confini vanno cuciti per generare unione anziché sbarrati per generare divisioni.         
Maria Campitelli

Info:  GRUPPO 78, via Monte Cengio, 11 – 34127 Trieste/Italy
          Tel/fax ++39 040 567136; cell. 3398640784;
mail: [email protected]
          [email protected]
web: www.gruppo78.it

http://www.gruppo78.it/index.php?aid=364

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.