29/05/2009 – “PUBLIC ART A TRIESTE E DINTORNI” – Presentazione catalogo – TORINO

 

Venerdì 29 maggio, h.18.30
presentazione  del libro:
PUBLIC ART a Trieste e dintorni
presso Artintown, Via Berthollet, 25 Torino

        
Maria Campitelli ed Elisa Vladilo presenteranno il libro “PUBLIC ART A TRIESTE E DINTORNI” promosso dall’associazione culturale triestina Gruppo78, a seguito dei molteplici eventi di Public Art svoltisi nel capoluogo giuliano tra il 2007 e il 2008.

Entrambe hanno curato sia la realizzazione del libro edito dalla Silvana Editoriale, che le varie operazioni di Public Art.

La presentazione sarà accompagnata, nei locali di ARTINTOWN, da una parte della mostra documentativa internazionale realizzata a Trieste nel 2007, con opere fotografiche e video di Bastiaan Arler, Annalisa Cattani, Giancarlo Norese, OsservatorioinOpera (Piero Almeoni, Paola Sbatti Bassini, Roberta Sisti), ed Elisa Vladilo. Sarà anche in mostra la documentazione di Skulptur Projekt di Muenster, nelle edizioni 1997 e 2007, gentilmente fornite da Mario Gorni di Careof di Milano. La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno.

  Programma:
  h. 18.30 presentazione del libro “PUBLIC ART A TRIESTE E DINTORNI”
  h. 19.00 apertura della mostra documentativa con aperitivo
  h. 22.00 inizio serata musicale “Plug and Play”  (jam session elettronica aperta)

“Public Art a Trieste e dintorni” risponde alla volontà di informare, da diversi versanti, su di un argomento mobile e sfuggente, aperto e in progress, non tanto con l’intento di definirlo  in modo apodittico, quanto di coglierne l’essenza fondante nel suo farsi. E’ l’arte che cresce fuori dai suoi spazi deputati, dal mitico quanto irreale white cube della galleria, dal sistema mercantile esaltato dalle fiere d’arte sparse nel pianeta. E’ l’arte che va incontro alla gente negli spazi pubblici – dove il termine “pubblico” conosce svariate declinazioni – che s’identifica nella quotidianità e nelle problematiche che la vita di ogni giorno comporta. E’ l’arte che pone alla base la relazione del sé con l’altro e compartecipa, in prospettive interdisciplinari, ad un miglioramento sostenibile dell’habitat e della qualità della vita, partendo dal concetto che è piattaforma e legante  di ogni attività umana. “Public Art a Trieste e dintorni” compie questa esplorazione con “Manifesti d’artista”, vetrina d’arte aperta sulla strada, con una mostra documentativa internazionale disposta in tre locations, con site-specifics ed eventi di arte relazionale nel territorio urbano e suburbano, con lo svolgimento di vari workshop, con un convegno internazionale.

Nella complessa operazione “Public Art  Trieste e dintorni”  promossa dal Gruppo78, questa mostra – ospitata ad Artintown svolge un ruolo determinante per l’informazione sull’argomento specifico, fornendo una serie di esempi di arte pubblica  tratti da alcuni suoi protagonisti in Italia e all’estero.  Non è certo esaustiva, né potrebbe mai esserlo, tenta soprattutto di evidenziare le diversità che ci sono fra l’accezione italiana di “Arte Pubblica” del sud Europa, rispetto all’accezione di alcuni paesi dell’Europa Settentrionale, Gran Bretagna in testa. Nel nord infatti l’Arte Pubblica è un concetto acquisito a livello istituzionale, tant’è che esiste la facoltà universitaria di “Arte Pubblica”.  E’ largamente condiviso che il rinnovamento qualitativo ambientale di territori degradati passa attraverso la realtà a volte eccessiva di concorsi e partecipazioni di “arte pubblica”, nel senso che si esercita massivamente con rischi di approssimazioni.

In Italia, negli ultimi tempi, predomina invece l’interpretazione comunicativa-socio-relazionale. Gli artisti italiani optano per un intervento diretto con la gente, facendola partecipe del progetto creativo, in certi casi con un’evidente incidenza socio-politica, per tentare di cambiare le cose. Nel nord si realizzano più site/specific, e la Skulptur Project di Muenster – che abbiamo la fortuna di presentare all’interno dell’evento torinese – lo testimonia in modo inequivocabile; in Italia ci si attiva di più a sensibilizzare la gente ai problemi  che la riguarda direttamente, predisponendo una coscienza critica che aiuti a migliorare la qualità esistenziale ed ambientale

Bastiaan Arler, olandese trapiantato in Italia,  compie “azioni performative” che inducono a riflettere sulle nostre modalità esistenziali .”Syntax Error” è una performance paradigmatica che simbolicamente traccia, con un gruppo di performer mascherati, in uno spazio prestabilito, i percorsi quotidiani  di milioni di cittadini nella routine di un sistema di vita omologato, inconsapevolmente accettato e condiviso. Il percorso qui è guidato dall’artista che ne ha programmato i movimenti, ispirandosi al linguaggio del computer, ma…scappano degli “errori di sintassi”.

Annalisa Cattani racconta avventure performative, ideate per incontrare l’altro  e capire le sue problematiche nascoste,  o documenta azioni  artistiche  intese come “motore che rimette in gioco percorsi di senso e di memoria”. L’artista è presente con “Venti, Trenta, Quaranta metri” (Rocca Stellata di Bondeno, Ferrara, 2006).

Giancarlo Norese è stato tra i promotori di Oreste assieme a Emilio Fantin, e alla Biennale del 1999 hanno gestito, con altri artisti, uno spazio di incontro e di relazione, di scambio di informazioni, determinando quell’arte live “che si attua mediante una pratica performativa radicale”, come ha scritto Lorenza Perelli in “Public Art, Arte, interazione e progetto urbano” (ed. FrancoAngeli, 2006).
Le fotografie di Giancarlo Norese ci riportano a quel quoziente di creatività,  di implicita potenzialità d’altri sensi che esiste nelle cose così come stanno, con un fondo di irriducibile cultura situazionista. Basta sollecitare altre letture per individuare nuove prospettive.

Osservatorio in Opera, composto da Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti. Ha contribuito alla causa della Stecca degli Artigiani di Milano con video e con i “Bollettini”  n. 1 e 2; considerando nel primo la violenza praticata  in genere su opere e  luoghi d’arte, nel secondo  raccogliendo i desideri e la denuncia da parte della popolazione dell’Isola Garibaldi contro la speculazione edilizia e il potere politico. Entrambi sono stati esposti, assieme alla simpatica bolla con la neve “Souvenir da Milano” alla recentissima mostra dell’aprile 2007, allestita alla stessa Stecca poco prima della sua demolizione.

Elisa Vladilo infine conclude questo ciclo espositivo con una serie di lavori legati a varie esperienze. Ha realizzato interventi a Sinj Vrh (Slovenia) trasformata con una quadratura coloratissima disposta in facciata, “pioggia di musica in via delle ombrelle”, con tele variopinte tirate da un estremo all’altro della strada, “striscie pedonali rosa” realizzate a Genova,  e all’interno della Fabbrica del Vapore a Milano. Colori e gioco, secondo la sua consuetudine, irrompono nei luoghi prescelti, rianimandoli, riversando in loro veramente nuova linfa vitale.

Mario Gorni di C/O Careof di Milano arricchirà la mostra con la  proiezione video di Skulptur Project di Muenster. La documentazione ripercorre le ultime due sessioni della più grande manifestazione europea di Public Art  site-specific, cui hanno partecipato tra i più grandi protagonisti internazionali della Public Art come Vito Acconci, Dan Graham e Daniel Buren.

Info:  GRUPPO78, via Monte Cengio, 11 – 34127 Trieste/Italy
          Tel/fax ++39 040 567136; cell. 3398640784;
mail:  [email protected] 
           [email protected]
web:  www.gruppo78.it

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