25/06/2007 – Manifesti d’artista

Public Art a Trieste e dintorni

Siamo alla seconda tappa del tour “Manifesti d’artista”, sempre nel grande contenitore di “PUBLIC ART A TRIESTE E DINTORNI”, promosso dal Gruppo 78 a cura di Maria Campitelli, Elisa Vladilo e Anna L. M. Fraschetti.

L’idea di affiggere negli spazi pubblicitari cittadini opere d’arte anziché comunicati commerciali ha una sua radice storica, risale alla città di Belfast, dove, proprio con la complicità di Elisa Vladilo, per la prima volta si attuò questa proposta per una visibilità più ampia ed indiscriminata di ideazioni artistiche, esposte al comune cittadino della strada. Poi l’idea rimbalzò a Milano, che omai da qualche anno, con la mediazione dell’associazione C/O Careof, persiste a promuovere nuovi artisti nei poster 3 m X 6, lungo via Luigi Nono. Ora tocca anche a Trieste, tramite il Gruppo 78 e la grande operazione sulla Public Art internazionale; succede in via Fabio Severo, angolo Foro Ulpiano, vicino al Palazzo di giustizia.

Dopo la piacevole quanto intelligente  prova degli studenti dell’Istituto d’arte di Trieste e quella divertentissima di Massimo Premuda,  ecco altri due poster giganti delle artista Myriam Del Bianco e Daniela Frausin, entrambe del Gruppo 78. L’appuntamento è per lunedì 25 giugno alle ore 18.30.

“OLTRE” DI Myriam del Bianco, ci propone un’immagine dominata dal nero, dove una ruota di una locomotiva – simbolo in ogni caso di movimento e di attualità-  si altera nella sua struttura, sotto la spinta di un’energia prorompnte. E’ una metafora che si rifà al simbolismo della RUOTA,  partecipe della perfezione del cerchio, ma nel contempo passibile di una certa imperfezione che si riferisce al mondo del divenire, della creazione continua, della contingenza …(Introduction au monde des symboles, di Champeaux e Sterckx). “Oltre” dunque in una lettura trasversale che ipotizza lo sconfinamento  dal concetto di una determinata realtà – qui la ruota –   per visualizzarne dimensioni “altre”.

Di tutt’altra natura il progetto di Daniela Frausin che parte dal suo recente discorso segnico, affidato per lo più alle tecniche incisorie. Un segno iterato, fluido e sicuro, che ingigantito nelle dimensioni del poster acquista una straordinaria forza propulsiva.  Anche qui, in una personalissima visione aniconica, prevale l’idea del dinamismo, del movimento irruento che produce trasformazione e contiene in nuce la spinta travolgente della danza. Il tema infatti è “Dafne”, iterata in diversi momenti, e in duplice versione a fondo chiaro e a fondo scuro, curiosa metamorfosi di radice mitica, esposta stranamente allo sguardo curioso o frettoloso di passanti e automobilisti.

I manifesti saranno visibili fino all’8 luglio 2007.

  

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