03/07/2009 – “MANIFESTI D’ARTISTA 2009” – III edizione – III appuntamento

 

Evento : “manifesti d’artista “

Dove : Trieste, via Fabio Severo, angolo Foro Ulpiano

Quando : dall’ 8 giugno fino alla metà di ottobre

A cura di Maria Campitelli in collaborazione con Elisa Vladilo

Promozione : GRUPPO78 I.C.A., 
con il patrocinio del Comune di Trieste
con l’adesione della Casa dell’Arte

Terzo appuntamento : 6 luglio 2009, ore 18.00

Lunedì 6 luglio s’inaugura, alle ore 18, il terzo appuntamento con MANIFESTI D’ARTISTA, sempre in via Fabio Severo angolo Foro Ulpiano, luogo ormai deputato a questo genere d’espressioni artistiche dove l’opera d’arte si sostituisce al manifesto pubblicitario negli appositi impianti d’affissione. Sono immagini ingigantite, di 3 m x 6 che lanciano messaggi e comunicazioni certamente diverse da quelle pubblicitarie anche se a volte ne imitano intenzionalmente la sintassi visiva per adeguarsi alle sue regole linguistiche che devono tener conto innanzi tutto della sua funzione primaria – catturare lo sguardo anche di un distratto passante della strada – e quindi delle dimensioni e distanze. 
Questa è la volta i due artisti milanesi : Carlo Buzzi e Luca Scarabelli.

Carlo Buzzi è proprio uno specialista del manifesto, avendo scelto già da tempo questa modalità operativa come autopromozione, inserendo il suo messaggio nelle strade accanto ad altri di natura del tutto diversa. L l’intento – come è stato osservato – è di mandare in cortocircuito il sistema della pubblicità, producendone una falsa di carattere autoreferenziale. L’artista infatti esibisce soprattutto la sua faccia, in mille modi diversi, ultimo questo proposto qui a Trieste, dove essa appare adagiata orizzontalmente nel gigantesco spazio, incombente quindi ed invasiva, per di più in versione “annerita” in quanto “artista multietnico” (questo il titolo). Chiara l’allusione ludica ed autoironica. Impossibile non vederla e non rimanerne colpiti. Questa insistenza nel mostrare i propri connotati, più o meno alterati, specie nel periodo più recente, si spiega – precisa l’artista – con il fatto che non è tanto importante per lui di proporre l’”opera” quanto piuttosto la “strategia” che la sottende. L’origine di tali operazioni si fonda infatti sull’idea che va dall’opera al soggetto “Carlo Buzzi”. Cioè la sua faccia diviene quasi un pretesto per incuriosire e rimandare al suo sito dove è possibile visualizzare la sua proposta. Autentico strumento pubblicitario dunque, veicolato però sul percorso dell’arte e della conoscenza del lavoro di questo artista che dal 1990 ha condotto operazioni di Public Art, interrotte poi nel 2000. “Nel sito sono formalizzate le operazioni, dice l’artista; ci sono codici e prezzi dove si completa in questa maniera un processo strategico che ha origine nell’affissione di manifesti nella strada con tanto di bolli pagati per la loro esposizione.” Questa la normale quanto originale procedura seguita dell’artista per autoproporsi nella bagarre pubblicitaria commerciale, sfidandola. Il passaggio dalla galleria – che di norma svolge il ruolo della promozione – “a un luogo più pulsante e compromesso con la vita reale qual è la strada” fa sì che l’artista segua comunque un sistema ma fuori dai suoi obiettivi. (F. Parachini).

Il manifesto di Luca Scarabelli è costituito invece da due diverse fotografie assemblate dall’artista, secondo una sua consuetudine. Il suo lavoro infatti si sviluppa sulla considerazioni di immagini già realizzate da altri, da fotografi che già hanno sottoposto la realtà ad un loro filtro di veduta e di pensieri, per cui il suo è uno sguardo secondo sul mondo, come su opere d’arte moderne e contemporanee. Usa unire realtà diverse nel tempo e nello spazio, risalendo il suo interesse anche ad immagini del primo novecento. Il suo è un gioco di contaminazione tra momenti e accadimenti di tempi e luoghi diversi che nell’assemblaggio generano nuove letture e nuovi significati. L’idea del viaggio nel tempo diviene così tangibile e praticabile nell’eterogenea miscellanea operata dall’artista. Alcuni temi gli sono particolarmente cari, come la conquista dello spazio, la bicicletta, il paesaggio e i fiori… Il collage triestino, ideato e realizzato ad hoc, comporta un’immagine “negative board 1968” tratta dalla rivista mousse magazine, cui ha aggiunto un’immagine con gli astronauti, pure del 1968. Vengono accostate così, nella comunanza temporale -l’anno 1968 – due spazi remoti l’uno dall’altro e due realtà pure tra loro incongruenti. La foto tratta dalla rivista raffigura infatti un taglio operato nella neve di un brullo paesaggio. Il nuovo senso che scaturisce da questo ’accostamento indica che gli astronauti invece di salire verso il cielo si apprestano a scendere nel baratro che si apre davanti a loro. Il titolo infatti suona “Tornare indietro”, cioè verso la terra. e può essere inteso sia come perlustrazione dell’ignoto, di qualcosa di oscuro, che si occulta nel solco del terreno, che come un diverso percorso, un viaggio mentale. Il manifesto diviene allora tangibile espressione di questo slittamento di senso nel gioco combinatorio di immagini di diversa estrazione che l’artista attualmente persegue.

 

Info:  GRUPPO78, via Monte Cengio, 11 – 34127 Trieste/Italy
          Tel/fax ++39 040 567136; cell. 3398640784;
mail:  [email protected]
           [email protected]
web:  www.gruppo78.it

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