22/09/2009 – “LA CITTA’ RADIOSA” – Presentazione sito interattivo

Nuovo progetto di Arte Pubblica

 

 Venerdì 25 settembre, con inizio alle ore 18.30, verrà presentato alla Stazione Rogers. Riva Grumula, 14, a Trieste, il nuovo sito interattivo relativo al progetto LA CITTA’ RADIOSA, promosso dal GRUPPO78, incentrato sui luoghi abbandonati di Trieste e della sua Provincia. Il progetto è curato da Maria Campitelli con la collaborazione di Carlo Andreasi e di Paola Vattovani.

Sarà presente la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat.

 

 

Il nuovo sito è stato attivato per la realizzazione della “mappatura”, prima fase del progetto, cioè per avviare un censimento dei luoghi abbandonati, pubblici e privati, del nostro territorio. Il nuovo sito, cui chiunque potrà accedere tramite una password – purchè interessato a contribuire alla conoscenza e ad un approfondimento sui luoghi dismessi, deantropizzati, siano essi strutture architettoniche o spazi liberi, privi di funzioni – sarà un raccoglitore di informazioni, visive, sonore, scritte, di testimonianze, di interviste, riprese con modalità operative diverse, dalla fotografia al video. Si procederà con la creazione di schede, il cui funzionamento verrà illustrato nel corso della presentazione con concrete dimostrazioni, per implementare il database, punto di partenza per possibili successivi interventi di revitalizzazione e valorizzazione dei medesimi luoghi abbandonati. La seconda fase de LA CITTA’ RADIOSA prevede infatti la formulazione di idee ed elaborati progettuali, sia utopico/fantasiosi che pratico/funzionali, in una prospettiva di recupero e di trasformazione di strutture e spazi accantonati, dimenticati, provvisoriamente o definitivamente, rispettandone, laddove è possibile per gli spazi verdi, la primigenia fisionimoia di spontaneità, di selvaggio, di nomade (come direbbero gli Stalker, gruppo romano di ricerca e valorizzazione, in un’ottica innovativa, dei luoghi abbandonati).
Tutta l’operazione, dalla mappatura ai potenziali interventi, si riveste di interesse pubblico, qualificandosi perciò come progetto di arte pubblica, conseguente al grande progetto “Public Art a Trieste e dintorni” realizzato nella nostra città dal GRUPPO78 tra il 2007 e il 2008.
La mappatura in particolare si pone come opera d’arte collettiva, quindi sociale, non già come censimento tecnico quale potrebbe scaturire da un pubblico ufficio preposto a questo scopo, con abbondanti margini di originalità, di apertura e di variegata ricchezza d’informazione, che si fonda sulla creatività, utilizzando la tecnologia più avanzata.
In ogni caso la mappatura, al di là degli interventi che verranno progettati, rimane uno strumento fondante di conoscenza, sotto certi aspetti alternativa, della nostra città e del territorio che la  circonda; aperto alla cittadinanza e in progress, tende a creare un diversa consapevolezza dei territori in cui si svolge il nostro quotidiano.
Con il contributo e il patrocinio della PROVINCIA DI TRIESTE.
Con l’adesione della Casa dell’Arte.


 

(dalla prefazione alla mappatura nel sito interattivo) :
Fascinosi da sempre, i “luoghi abbandonati”, siano essi strutture architettoniche fatiscenti, deposito di memorie rimosse, o spazi “indecisi”, deantropizzati, privi di funzione, oggi essi suscitano nuova attenzione ed interesse, in una rilettura del territorio urbanizzato e non. All’eccesso di pianificazione, di organizzazione razionale, di invasivo costruire – sì da annullare le distanze tra città e città, riducendo campagne, boschi, prati – in sostanza alla saturazione del concetto di urbanizzazione, si contrappone una ricerca e una valorizzazione dello scarto, di ciò che si insinua tra il costruito, di ciò che rimane al margine, che nella imperante mentalità occidentale è lasciato da parte perché non produttivo. Questa tendenza opposta all’urbanizzazione è in atto ormai da tempo, portata avanti da gruppi come gli Stalker a Roma (il cui nome riconducendoci alla “zona” misteriosa e iraggiungibile del celebre film di Tarkovskij, è tutto un programma) o, su un altro versante, quello dei territori naturali liberi intesi come rifugio delle diversità, dal grande paesaggista Gilles Clement. Insignificanti frammenti territoriali, di cui è intessuta ogni regione, nel loro abbandono garantiscono diversità biologiche altrimenti schiacciate dal cemento. E torna utile ricordare, a questo proposito, il lavoro dell’artista Jef Geys “Quadra medicinale” presentato al padiglione del Belgio all’attuale 53° Biennale di Venezia che è un’indagine svolta con scientifica precisione e nel contempo con una poetica visualizzazione, sulle piante spontanee che crescono ai margini di qualsiasi centro abitato.
Gli Stalker appunto parlano di “territori attuali” che costituiscono il negativo della città costruita, “luoghi del divenire inconscio dei sistemi urbani” dove “attuale significa “diventare altro” in proiezione futura. Luoghi della trasformazione dunque, dove una natura ancora indomita intesse imprevedibili rapporti con i residui del costruito ormai deantropizzati; e comunque luoghi capaci di rinascere a nuova vita laddove un’idonea progettualità, anziché distruggerli, sappia mantenere ed alimentare la linfa che contengono…

Info:  GRUPPO78, via Monte Cengio, 11 – 34127 Trieste/Italy
          Tel/fax ++39 040 567136; cell. 3398640784;
mail:  [email protected]
           [email protected]
web:  www.gruppo78.it


 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.