ARTE/SCIENZA/BIO-TECNOLOGIA

PREMESSA

Il ponte internazionale tra Italia e Messico lanciato nel 2010, sul terreno dell’arte contemporanea, a seguito della prima mostra italiana dell’artista messicano Manolo Cocho, al Museo Carà di Muggia è proseguito attraverso scambi man mano più importanti ed estesi, come la grande mostra del Gruppo78 (Associazione culturale di Trieste) a Oaxaca e a Torreon nel 2013 cui è seguito nel 2014 il grande progetto MEX PRO con la mostra MESSICO CIRCA 2000 tratta dalla collezione dell’imprenditore Josè Pinto Mazal alle Scuderie del Castello di Miramare a Trieste, che ha portato per la prima volta in Europa un numero molto elevato di artisti messicani contemporanei (ben 81).

Con il 2015, attraverso il lavoro dell’associazione triestina Gruppo78 guidata da Maria Campitelli e dell’associazione messicana Desierto guidata da Manolo Cocho, i ponti crescono, instaurando una rete internazionale in costante sviluppo.

Il reciproco scambio di attività culturali, di artisti, la creazione di progetti comuni si estende alla Slovenia, attraverso il contatto con il centro di ricerche sonore Vodnikova Domacija guidato da Hanna Preuss dove è arrivato un’espansione del progetto Mex-pro con la mostra dell’artista messicano Manolo Cocho dal titolo SUBconscius, e anche tramite altri artisti, con l’Austria dove è in corso di elaborazione il trasferimento a Vienna della mostra MESSICO CIRCA 2000, e dove da tempo il Gruppo78 coltiva un rapporto privilegiato con l’artista Johannes Deutsch, specializzato in ricerche di alta tecnologia nell’ambio dell’interazione; con la Grecia con la quale quest’anno si è organizzata, all’interno del progetto MEX PRO, una mostra dal titolo “INTERSECCIONES” che nel 2015 emigrerà ad Atene e Salonicco, con la Svizzera dove è in atto uno scambio tra artisti messicani, italiani e svizzeri. Anche con la Norvegia è in corso uno scambio culturale tramite l’artista messicano Daniel Romero che colà risiede, imperniato proprio sul rapporto arte/scienza, essendo Daniel Romero un ricercatore dell’Università della Scienza e Tecnologia di Norvegia NTNU (Norwegian University of Science and Technology-NTNU) nell’ambito delle nano-tecnologie e Membro di Trondheim Electronic Arts Center – TKKS

PROGETTO

336x280 staticoCon l’obiettivo di puntare, nell’era della globalizzazione, ad una co-progettazione internazionale che tende ad unire le forze creative, a far conoscere e scambiarsi le reciproche esperienze producendo progetti comuni, il GRUPPO78 propone per il 2015 un incontro creativo e propositivo fondato sul rapporto ARTE-SCIENZA-TECNOLOGIA. orientandosi in particolare nel settore delle BIO-TECNOLOGIE che aprono orizzonti di miglioramento della qualità e della durata della vita.

Scopo dell’iniziativa è anche la valorizzazione di tutti gli organismi scientifici presenti nella provincia di Trieste – la città è nota nel mondo come “la città della scienza “- servendosi dell’arte per instaurare un rapporto più diretto e stretto con la città stessa che sembra lontana da queste sue realtà d’importanza internazionale. Per rafforzare questo obiettivo alcune fasi del progetto, (festival video, eventi multimediali paradigmatici del connubio arte-scienza-tecnologia) avranno luogo presso l’Immaginario scientifico di Grignano che direttamente collabora al progetto.

Un rapporto, tra arte e scienza, esistito da sempre, particolarmente significativo nell’arco del Rinascimento specie con la figura paradigmatica di Leonardo. Un’aspirazione alla conoscenza perseguibile non solo attraverso le vie della scienza, ma anche con quelle dell’arte, essendo la creatività alla base di entrambi i versanti attraverso l’immaginazione. Ci sono artisti nel mondo, e nell’ambito messicano – con cui da tempo come detto nella premessa coltiviamo un rapporto privilegiato – che raccontano il mondo e l’universo attraverso le immagini piuttosto che con le parole, i ragionamenti, i trattati scientifici. E il racconto si snoda sulla base delle conquiste cognitive della cosiddetta “nuova scienza” che si fonda sulla fisica quantistica, sulla teoria del caos e della complessità, in una visione che unisce il macro con il micro, l’universo e la coscienza dentro di noi, riconoscendo nel granello di polvere l’ordine e il sistema strutturale reticolare, non lineare che governa l’universo.

L’iniziativa intende far conoscere alcuni esiti delle ricerche di artisti/scienziati o quanto meno di incontri tra arte e scienza, ritenendo l’arte un parametro irriducibile nel processo diramato e pluridisciplinare della conoscenza, come nella dimensione esistenziale umana. L’uomo crea la macchina sul proprio modello con l’obiettivo di migliorare la conoscenza e la qualità della vita, anche nel tentativo di superarne i limiti, individuando espansioni cognitive ed esistenziali “altre”.

La proposta si articola in diverse fasi e si svolgerà nel periodo 14 novembre – 4 dicembre 2015.

Sarà preceduta da una presentazione a NEXT, salone europeo della ricerca scientifica, IV edizione “Biologos the future of Life” alla Sala Veruda, Palazzo Costanzi. il 25 settembre alle ore 17,30 con la partecipazione di Maria Campitelli, Serena Miszzan, Max Jurcev, ElisaZurlo e la realizzazione di una performance sonora “Peptide boogie – la musica delle proteine” di Max Jurcev integrata dal’azione performativadi Betta Poro e video-proiezioni di Cecilia Donaggio. NEXT si svolge nei giorni 25, 26, 27 .09.2015.

L’evento di novembre comprende una Mostra internazionale che avrà luogo alla sala Veruda di Palazzo Costanzi, a Trieste, nel periodo : 14 novembre, fino al 4 dicembre 2015.

Nell’ambito dell’interazione arte-scienza , base fondante del progetto, avendo individuato nelle biotecnologie un tema specifico da investigare, il progetto del Gruppo78 farà riferimento al Progetto “Position Paper S3 BioHighTech FVG: Industria, Ricerca, Salute” di Biovalley per conto del Consorzio di Biomedicina Molecolare (CBM) in cui si vogliono identificare tutti gli elementi che contribuiscano a dimostrare l’importanza, attuale e potenziale, del settore Bio High Tech e delle sue declinazioni. Gli artisti dovrebbero potere avvalersi di una ricerca scientifico/tecnologica in atto, altamente sostenuta dalla pubbliche istituzioni, dalla Regione al Comune di Trieste, per avviare un percorso in cui la produzione artistica si affianchi a quella scientifica, integrandosi ad essa.
A questa mostra parteciperanno certamente alcuni artisti con i quali stiamo lavorando già da tempo e che attuano il connubio arte/scienza in svariati modi ( tra cui Manolo Cocho, Daniel Romero, Luciana Esqueda, Cecilia Donaggio, Johannes Deutsch, Lucia Flego, Fabiola Faidiga in collaborazione con il fisico Hans Grassmann, Carl Emil Carlsen, Guillermo Giampietro, Max Jurcev, con la performer Betta Porro, Ivana Maksimovic, Gina Morandini, Angela Pietribiasi, Dean Verzel, Pascal Dombis, Marco Zanuso, Jean Claude Meynard, Joseph Nechvatal, Elisa Zurlo ed altri artisti con i quali stiamo ancora avviando contatti preliminari.

Ci sarà anche la collaborazione del curatore di Torino Giancarlo Pagliasso che presenterà gli artisti francesi Pascal Dombis, Jean Claude Meynard e Joseph Nechvatal di origine frattalista.

Tenendo conto dell’incrocio tra potenzialità creativa e ricerca, dell’espansione tecnologica che quest’iniziativa vuole evidenziare, come ineludibile conseguenza dell’avanzamento scientifico, ci saranno degli Eventi dimostrativi, come video-performance interattive in cui agiscono e si fondono diversi linguaggi, tra cui un evento che ha come tema d’indagine il dolore, messo in atto dall’artista Cecilia Donaggio. E sarà prodotta anche una parte del lavoro di Johannes Deutsch “Zeit Perlen”, che si attua in una dimensione di rinnovata sinestesia, fondato sull’interazione con la partecipazione del pubblico, per cui l’esito del prodotto creato dall’artista varia di continuo a seconda delle potenzialità d’intervento da parte dell’osservatore. Si affiancherà a questo anche le video-performance di Elisa Zurlo fondata su “Connessioni/Synapses” e sul concetto di “Infinito”. Ma a queste si uniranno anche altre investigazioni in cui arte e ricerca scientifica si incrociano puntando soprattutto sulle straordinarie potenzialità tecnologiche oggi raggiungibili (e in costante sviluppo) che permettono ad esempio all’artista slovena Robertina Sebjanic di creare una performance sono/visiva lavorando sui tessuti delle meduse vive, che sono caratterizzate dall’autoriproduzione all’infinito, godendo quindi dell’immortalità, obiettivo agognato da sempre dall’umanità Con proiezioni, di pensiero e di ricerca, sul prolungamento della vita umana.
L’iniziativa prevede la pubblicazione di un catalogo bilingue. e sarà sostenuto anche da un’edizione speciale di un numero monografico della rivista Juliet Cloud Magazine (www.julietcloudmagazine.com) dedicato alla multimedialità ed alla presentazione in “realtà aumentata con app rivolte alle opere supportate da filmati o altre opzioni multimediali
Per quanto attiene agli eventi integrativi (performance multimediali interattive) avranno luogo presso l “Immaginario scientifico” di Grignano che è dotato di un Museo della Scienza, e auspicabilmente anche presso altre importanti istituzioni scientifiche della città.

L’iniziativa prevede anche un Minifestival imperniato sulla più recente produzione video, denominato “Screenin/Arts based Research” progettato e prodotto dal giovane e già ben accreditato a livello internazionale Martin Romeo, di origine argentina, che si avvarrà anche lui, per quanto riguarda la location, dell’Immaginario scientifico di Grignano. Il festival vuole trattare il rapporto arte-scienza- tecnologia attraverso una rassegna di proiezioni di documentari di progetti artistici contemporanei. L’iniziativa, che avrà la durata di due giorni – il 28/29 novembre 2015 – intende coinvolgere artisti internazionali come, per citare qualche esempio, Fred Penelle & Yannick Jacquet in “Mécaniques Discursives”. Qui innovazione e tradizione s’incontrano per creare una nuova tecnica e dare vita ad un mondo fatto da più dimensioni. Nel caso dell’artista Bart Hess in “Digital Artefacts” la ricerca rappresenta l’ elemento di connessione tra scienza e tecnologia attraverso dei calchi di cera su dei corpi per ricavarne una nuova pelle/indumento. Nel campo performativo poi gli artisti Mulier Romero e Pablo Palacio in “Stocos” ci spiegano come avviene l’interazione tra macchina e corpo per raggiungere l’interazione tra tecnologia e, in questo caso, il corpo della danzatrice. Il programma video prevede oltre alle proiezioni dei documentari, incontri4con gli artisti ed un workshop.

Nell’arco della mostra avranno luogo degli incontri /conversazione/dibattito tra artisti e scienziati, aperti al pubblico, con la collaborazione dell’Università di Trieste, e di altri enti, quale il Sincrotrone di Basovizza.

Riassumendo il progetto s’impernia su 4 punti :

1) mostra internazionale

2) eventi multimediali interattivi

3) festival video

4) incontri/conversazioni tra artisti e scienziati

Il progetto è a cura di Maria Campitelli unitamente al Gruppo78

In collaborazione con Center Science Immaginario Scientifico di Grignano

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