NEXT 2017

Area Talk Piazza Unità d’Italia, Trieste
21 settembre 2017 | Piazza Unità d’Italia 8 | Ore 16.30
“Arte algoritmica e robotica”

Anche quest’anno il Gruppo78 partecipa a NEXT con l’intervento di Maria Campitelli alla conferenza “Arte algoritmica e robotica” del prof. Paolo Gallina, affiancato dal prof Eric Medvet, esponendo il proprio contributo sull’approccio arte/scienza/tecnologia.

Dopo il successo di Arte Scienza Tecnologia LA ROBOTICA prodotta dal Gruppo78 nel 2016, a Trieste – alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi e in altre sedi – consapevoli dell’espansione dilagante e inarrestabile della realtà robotica a tutti i livelli e in tutti i campi – intendiamo riproporre l’argomento in chiave più allargata e approfondita, trasformando l’evento in un Festival di Arte e robotica che accadrà nel 2018. Nel 2017, agli inizi di dicembre ci sarà una premessa, una promozione e anticipazione con un evento, ROBOTICS2/ANTEPRIMA che si articolerà in diversi momenti a partire da una conferenza stampa. Si svilupperà poi in svariati eventi dimostrativi di taglio innovativo, come una performance su schermo olografico dallo straordinario effetto cromo/spaziale, una proiezione immersiva alla ricerca dello spazio infinito, robot in azione, video-proiezioni di artisti internazionali, una mostra fotografica e persino “molecole letterarie”.

Il Festival poi che ci auguriamo di poter allogare negli spazi del Porto Vecchio, inserendosi nel progetto Trieste capitale europea della scienza, 2020, a sua volta si articolerà in diversi percorsi, da una ricognizione al mondo degli automi, alla rassegna di video-art già praticata nelle edizioni precedenti, e anche una cinematografica (ovviamente in forma sintetica) tenendo presente l’apporto fondamentale del cinema di fantascienza, in questo settore, (da Metropolis a Odissea nello spazio, Bled Runner …e tanti altri).

Nucleo centrale sarà comunque una mostra internazionale corroborata da performance, eventi collaterli, incontri tra artisti e scienziati, coinvolgimento delle scuole, un convegno.

I punti fondanti del Festival saranno : eventi, ricerca, educazione, entertainment, innovazione, network, storia.

Qui a NEXT, partendo dal presupposto che arte significa conoscenza, analogamente alla scienza, perseguita con altri mezzi linguistici, integrandosi ad essa per conoscere e raccontare il mondo, proponiamo alcune esperienze di artisti che in qualche modo hanno inglobato nella loro investigazione, il tema del mare.

Se il prof Gallina ci ha introdotto all’arte algoritmica, proponendoci un robot capace di dipingere il mare, ci sono altri artisti che utilizzano il robot in modo diverso e per altri scopi.

L’austriaco Alex Kiessling, ad esempio, ha pensato di impiegare il robot per la replica di opere d’arte. E’ del 2013 lo strepitoso evento del disegno dell’autore realizzato nella sala ovale (Global board) del quartiere dei Musei a Vienna, mentre in contemporanea a Trafalgar Square, sotto la colonna di Nelson, a Londra e a Breitscheidplatz a Berlino, due robot industriali ABB IRB 4600, alti 2.80 e del peso di 435 kg ciascuno, lo copiavano fedelmente. L’evento si è chiamato Long Distance Art.

Poi faremo scorrere altri video che testimoniano diverse esperienze artistiche incentrate sul connubio arte/scienza/tecnologia. Approfondimenti a seguire.


Ken Rinaldo
Augmented Fish Reality

Documenta l’installazione di 3 sculture robotiche costituite da contenitori di vetro colmi d’acqua, contenenti i pesci ed altri materiali, che si spostano. Sono state ideate per esplorare la comunicazione tra e attraverso le specie animali.
I pesci Siamesi lottatori (scelti per questa esperienza) usano software e hardware intelligenti per muoversi nelle loro bocce di vetro dovunque desiderino per interagire con l’ambiente. I pesci Siamesi lottatori hanno una vista acutissima, vedono oltre le bocce di vetro, vedono i colori e prediligono il giallo. Ricordano le mappe dei loro ambienti in relazione al cibo e per evitare i predatori. Hanno un’intelligenza molto superiore a quella finora immaginata, al punto di essere in grado di perseguire strategie “machiavelliche” di manipolazione, punizione, collaborazione, sempre per eludere i predatori e procurarsi il cibo, controllando, nell’ambiente , il prestigio sociale degli altri pesci. I pesci costruiscono nidi e le bocce di vetro dei pesci Siamesi combattenti intendono evocarli. Ciascuna boccia robotica è attrezzata con 4 sensori infrarossi. Il pesce nuotando attiva le ruote motorizzate del suo specifico veicolo. I sensori permettono al pesce di muovere il robot avanti e indietro e a girarsi a sinistra e a destra. Gli umani interagiscono con l’installazione semplicemente entrando nello spazio in cui è collocata, i robot sono sotto il controllo dei pesci che scelgono di avvicinarsi o allontanarsi dai visitatori, a loro piacimento. I pesci sono dotati del top di capacità respiratorie, per cui non soffrono in un ambiente limitato come è una boccia di vetro, si aiutano prendendo delle boccate d’aria e anche la boccia è sufficientemente larga per garantire l’ossigenazione tramite il contatto di una larga superficie d’acqua con l’aria. Nella boccia c’è poi anche una pianta di giglio che prospera assorbendo i rifiuti del pesce, restituendogli ossigeno. Nelle bocce ci sono pesci maschi e femmine ei robot sono progettati in modo che possano andare l’uno verso l’altro (di ¼ di pollice) per la comunicazione visiva. Elementi aggiuntivi dell’installazione interattiva sono dei piccoli video a forma di rossetto, montati ad un angolo di 45° sotto gli acquari che proiettano immagini sulle pareti dello spazio, dalla prospettiva del pesce.
L’artista si chiede se i pesci sono in grado di scoprire l’interfaccia. Per dare una risposta c’è bisogno di un’analisi ancora più approfondita del comportamento degli animali, delle loro modalità comunicative e dell’interazione ambientale.
Se i pesci potranno avvantaggiarsi di questa particolare ambientazione, cioè potranno crescere ulteriormente, potranno anche imparare ad usare l’interfaccia, con il sistema della ricompensa tramite il cibo.
Per il momento fruiscono di un’interazione sociale, incontrandosi l’un l’altro.


Manolo Cocho
Agua de cielo

Questo video che ha per protagoniste le meduse, nasce da una riflessione sulla scienza della complessità. Parte dall’interazione tra sistema complesso e sistema dinamico, tra le miriadi di elementi che li caratterizzano. Come un’enorme rete dove compaiono, essendo molti elementi in gioco, delle nuove proprietà autorganizzate. Da qui l’idea della materia che si auto-organizza creando la vita. La vita emerge dalla materia capace di auto-organizzarsi. Lungi dal racconto biblico della creazione da parte di un dio, in sette giorni, si tratta invece di un processo autonomo che scaturisce dalla materia. Così l’acqua, che nel concetto del video poeticamente discende dal cielo, è sul nostro pianeta la materia prima da cui sgorga la vita.
Le meduse, fluttuanti mollemente nell’acqua, rappresentano l’auto-organizzazione della materia che crea la vita. E diviene nel contempo rappresentazione del fenomeno in sé dell’auto-organizzazione (l’autopoiesis) come proprietà fondante dei sistemi complessi all’interno della natura, dell’universo.


Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz
(fe)MALE

Il video (fe)MALE è la documentazione sintetica della mostra personale dell’artista svoltasi, con la collaborazione di Max Jurcevc e della performer Elisabetta Porro, l’anno scorso al Museo Carà, nell’ambito del progetto Arte/Scienza/Tecnologia – La Robotica, promosso dal Gruppo78.

L’artista da sempre coltiva una ricerca sul femminile, in simbiosi con le condizioni ambientali, sottoposte a costante degrado, individuando una minaccia che insidia entrambi, femminile e natura, accomunandoli.
Il tema, a due diramazioni, ma con un’unica sostanza, viene proposto in questa mostra come un’unica installazione che s’impadronisce dell’intera sala principale del Museo. L’humus /fango – stratificazione dei saperi inizialmente femminili, materia primordiale – ne ricopre tutto il pavimento, rappresentando l’archetipo della Grande Madre che genera un’entità cibernetica, un figlio /logos che se nell’universo classico detiene il potere sapienziale, nel tempo attuale può identificarsi nel sapere tecnologico. La nuova entità è un maschio/MALE, dove i rimandi semantici appaiono molto espliciti e si configurano ancora una volta in una minaccia concreta che prende le sembianze di un missile-fallo-robot, alto due metri. Cioè nel complesso sviluppo concettuale, sull’onda del passaggio dall’era “umana” a quella “post-umana” in un processo evolutivo dunque segnato dal progresso tecnologico, Cecilia Donaggio individua il MALE  – sulla traccia del pensiero di T. De Chardin –
in una mascolinità violenta, che ha generato due guerre mondiali all’insegna di morte e distruzione.


Lucia Flego
Meduse meraviglia del mare tra arte e scienza

Queste creature, anche se non innocue, mi affascinano da sempre. La loro fluorescenza, la loro trasparenza, la loro sinuosità ed eleganza incontrano il bello e l’assoluto che fanno anche parte della mia ricerca artistica. Ho voluto dare una preziosità alla mia foto con una stampa non comune ricercando quasi il loro habitat. Anche il video, con un’intervista agli scienziati che si occupano di meduse, vuol essere un omaggio a queste creature che aiutano con la oro “Green Fluorescent Protein” la ricerca in campo biomedico.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *