11/07/2005 – Terzo evento, Specchio d’Acqua

Nell’ambito della manifestazioone SPECCHIO D’ACQUA il prossimo evento di giovedì 14 luglio, con inizio alle ore 20.30,  riguarda 4 diverse installazioni d’arte collocate sull’acqua del Canale grande di Ponterosso: una vera e propria mostra galleggiante sul Canale, anziché all’interno di una galleria o di un museo. Un’iniziativa, promossa dal Gruppo 78 I.C.A., per la cura di Maria Campitelli, che si  prefigge di invadere il territorio urbano, in questo caso un inconfondibile segmento acquatico della città, per connotarlo con diverse presenze stimolanti, per suscitare riflessioni alternative allo sguardo  di uno scorcio paesistico caratteristico di Trieste, oltre l’interesse scontato di una visione troppo nota.

Gli artisti che animeranno il Canale con le loro proposte creative sono Pierpaolo Ciana, Roberta Cianciola, Myriam Del Bianco, Heimo Wallner.

Pierpaolo Ciana ha ideato un’installazione, definita “Apparizione”, che riguarda la tragedia dei clandestini, spesso inghiottiti dal mare nelle loro spericolate e disperate traversate del Mediterraneo in cerca di una vita migliore. Un fascio di braccia emerge dal mare; gridano aiuto, chiedono soccorso. Immagine simbolica di un lutto frequente che trasforma la sognante bellezza dell’acqua in mobile bara del rischio osato invano.

Roberta Cianciola ci propone tutto un altro percorso. Il suo è un ragionamento sui disequilibri dell’ecosistema, derivati spesso dell’imprudente uso del patrimonio naturale del pianeta. L’installazione “Tagliami se puoi” è un imperativo provocatorio all’uomo da parte di un albero piazzato su zattera erbosa in mezzo allo specchio d’acqua. In posizione dunque non raggiungibile dalla furia d’abbattimento che a volte spinge l’uomo ad annientare la natura con troppa superficialità per interessi speculativi non lungimiranti. Dice l’artista : “Immagino l’acqua come un luogo di sincera trasparenza, questo specchio vissuto come rifugio sicuro ed accogliente”.

Myriam del Bianco offre un’ulteriore “Apparizione”, di natura radicalmente diversa. Degli specchi galleggiano a pelo d’acqua, vicino alla riva; accentuano la riflessione delle cose che già si specchiano nell’acqua. L’immagine rovesciata favorisce nuove letture di ciò che appare specchiato. Qui l’”apparizione” è nell’ambiguità del doppio ribaltato che svela sfumature e significati non afferrabili nell’immagine diretta. Dice l’artista : “Cambiare prospettiva; indagando il doppio….da sotto in su è ancora pittura”. Come a dire anche la mobilità dell’acqua può divenire insospettato e fluido supporto di immagini pittoriche.

L’austriaco Heimo Wallner infine troneggia sullo specchio d’acqua con due voluminose sfere di plastica gonfiata. E’ questo un artista che ha fatto della grafia, del disegno, il suo strumento espressivo dominante. Con i suoi mirabolanti disegni – un mix di fumetto e graffitiamo – invade ogni superficie. Dalla carta alle pareti, ai soffitti, agli oggetti… tutto viene aggredito  da questa inesauribile proliferazione illustrativa, fatta di gustoso espressionismo e di illimitata fantasia immaginifica. Qui le sfere divengono insolito supporto al disegno , come dilatati corpi organici sospinti dalla brezza del mare.

Si ricorda che tutta l’iniziativa “Specchio d’acqua” si realizza con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e Sport del Comune di Trieste  e con il contributo della Fondazione CRTrieste.

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